giovedì 19 agosto 2010

Paul Ekman - METT e certificazione on-line



Ebbene si...sul sito ufficiale di Paul Ekman potrete acquistare il METT (Microexpression traing tool) ed esercitarvi a riconoscere le microespressioni delle 6 emozioni universali (in realtà sono 7 aggiungendo il disprezzo).
Esistono 2 versioni del METT a 2 prezzi differenti. Una, quella più vecchia, costa solo 20$ ed è quella sulla quale mi sono allenato io negli ultimi anni. La seconda, METT2, costa 69$ ed è stata aggiornata con nuove facce (finalmente!!!) . La cosa più importante? A chi supera il training con l'80% di risposte esatte o maggiore verrà rilasciata una certificazione "satisfactory level"; chi invece otterrà un punteggio superiore al 95% delle risposte esatte riceverà invece una certificazione "expert level" .

Inoltre, per tutti coloro che vogliono mettersi alla prova prima dell'acquisto, vi è una versione demo che da a tutti la possibilità di esercitarsi con 6 microespressioni.

PS: mi dimenticavo di dirvi che il METT è solo on-line, è stato infatti deciso di eliminare la versione download (credo per evitare che comincino a girare copie pirata).

Ciao a tutti,
Antonio

martedì 17 agosto 2010

PNL - Cold Reading - Impariamo a leggere la sfera di Cristallo



Nuovamente....Ciao a tutti. Oggi ho ancora voglia di scrivere :)

Questa volta l'ispirazione parte dal post scritto qualche tempo fa dalla dott.ssa Valentina Cisternino (ndr. mia grande "amica") sul suo blog valentinacisternino.blogspot.com, nel quale parla dei segreti degli pseudo medium e di coloro i quali, sostengono di avere poteri psichici.

Quello che vi propongo di seguito è un esercizio che vi aiuterà a capire i meccanismi che vi consentiranno di leggere la storia presente, passata e futura dei vostri interlocutori, anche se è la prima volta che ve li trovate davanti.

Per praticare l'esercizio qui di seguito presentato dovreste avere per lo meno un po di conoscenze delle tecniche di calibrazione e della lettura dei segnali del non verbale di chi vi sta di fronte (argomenti che comunque tratterò in questo blog man mano che il tempo lo permetterà). Inoltre è molto utile per chi desidera affinare le proprie capacità di comunicazione ipnotica per indurre la trance. L'insieme delle tecniche per acuire le vostre facoltà "psichiche" si chiama cold reading(lettura a freddo) e sono le stesse utilizzate da mentalisti, illusionisti e pseudo maghi nelle loro prestazioni. Il cicap ha recentemente pubblicato un libro in italiano sull'argomento che potete trovare sul loro sito ufficiale.

ndr. per l'esercizio scegliete un partner di cui non conoscete nulla affinchè possiate rendervi conto effettivamente dei vostri nuovi poter acquisiti.

Mettetevi difronte al soggetto. Cominciate a formulare domande generiche per fare conoscenza. In questa maniera potrete calibrare i SI e i No, l'accordo e il disaccordo.
Cominciate dicendo qualcosa del tipo: "Bene, adesso leggerò nella sfera di cristallo (o nel palmo della tua mano), e ti dirò qualcosa di significativo del tuo passato."
Mentre dite ciò, chiudete le mani in avanti come se reggeste la sfera e guardateci dentro. Se avete calibrato bene è probabile che anche il vostro interlocutore faccia lo stesso. Per creare rapport un consiglio potrebbe essere quello di muovere su e giù la sfera di cristallo mentre il vostro amico inspira ed espira.
Poi cominciate dicendo ad esempio: "mentre guardo nella sfera magica...vedo una fitta nebbia che avvolge il tuo passato...e mentre la nebbia si fa pian piano meno fitta, sembra emergere una figura...una figura molto importante del tuo passato". Fate una pausa fino a che l'attenzione del vostro interlocutore non sia focalizzata sulla sfera e non abbia avuto il tempo di identificare una persona nel suo passato. Quindi dite... "sembra un uomo...". Adesso aspettate che il vostro compagno dia un gesto di assenso o disaccordo. Se vedete un minimo cenno di disaccordo (cio vorrebbe significare che ha già scelto consciamente o inconsciamente una donna), a quel punto dite..."no, è una donna...ora che la nebbia si sta diradando la vedo in maniera più nitida"...da questo esempio potrete proseguire per tutta la durata della lettura "magica". Dividete il mondo in classi binarie come: è biondo / è bruno, è + vecchio di te / è + giovane di te, ti era vicino / non ti era vicino...ecc...

Con un pò di allenamento diventerete veramente convincenti...inoltre è un ottimo esercizio per sviluppare le proprie capacità di rispecchiamento e di lettura del non verbale...

Adesso spengo il Pc...per oggi basta a scrivere ;)
Antonio

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Sviluppo Personale - Professione Coach



Oggi la voglia di scrivere mi accompagna e quindi ho deciso di raddoppiare il numero di post giornalieri :)

Voglio cogliere quindi l'occasione di introdurre un altro tema che voglio affrontare in questo blog e che è per l'appunto quella dello "sviluppo personale". Un tema che ha molte sfacettature e che ho deciso di incominciare a trattare parlando di una delle professioni più di discusse ma anche nuove ed affascinanti del settore: il personal coach.

In particolar modo voglio parlarvi del "life coach", ossia quella figura che aiuta i propri clienti a trovare nuove strategie per affrontare la propria vita.

Innanzi tutto è d'obbligo chiarire una questione molto importante e dibattuta: il coaching non è terapia. Questo dev'essere ben chiaro sia a chi si rivolge ad un coach sia al coach stesso.
Il coach aiuta a dare una direzione alla vita del proprio cliente, aiutandolo quindi a formulare il suo obiettivo di vita. Da qui può cominciare a lavorare sulle convinzioni limitanti, aiutando la persona a sbloccare le proprie resistenze e cominciando quindi a ridisegnare le strategie di base della sua vita privata e/o professionale.

Da queste breve e generale descrizione di quello che fa un "life coach" non dovrebbe essere difficile per nessuno capire il perchè del successo che questa tipologia di professione sta riscuotendo in tutto il mondo occidentale. Ognuno di noi sente di essere destinato a qualcosa di grande. Sentiamo quella forza spingere dentro di noi senza saperle dare un nome. Il più delle volte lasciamo perdere i nostri sogni, li etichettiamo come irrazionali e irrangiungibili e continuiamo per la nostra strada anche se crediamo che non sia quella la direzione giusta per noi. Siamo vittime inconsapevoli degli insegnamenti e delle credenze dei nostri genitori, di quello che i media ci propinano ogni giorno e la via più facile per la maggior parte della gente è cedere a queste pressioni. Un bravo "life coach" può insegnarci proprio questo...a credere in noi stessi e liberarci da tutte le nostre convinzioni limitanti, le stesse che ci ancorano ad una vita che sentiamo non appartenerci.

Migliorare la nostra vita sociale, il nostro stato economico e più in generale il modo di guardare alla vita...ecco cosa può fare per noi il nostro "life coach".

Gli strumenti del coach sono quelli tipici della PNL: time line, metaprogrammi, livelli logici, scambio di submodalità e tanti altri ancora...che vedremo nel dettaglio nei prossimi post.
Tanti sono i corsi per diventare un esperto in questo settore (basta digitare coach su google), ma per la mia esperienza, il modo migliore per acquisire le competenze per diventare un bravo formatore, è sicuramente quello di intraprendere la formazione accademica in psicologia affiancata da un buon percorso in PNL.

Vi consiglio la lettura di questo e-book per approfondire l'argomento:
Ebook coach 360° di Giacomo Bruno

Ciao a tutti,
Antonio


Microespressioni - la mimica della Paura



Ciao a tutti.
Rieccoci a parlare delle microespressioni delle 6 emozioni universali e quindi di Paul Ekman. Oggi è il turno della paura.
Tutti noi conosciamo quelli che sono gli avvenimenti che possono far scaturire in noi quello stato d'animo che identifichiamo come "paura". Bisogna però ricordare che non esistono eventi universalmente riconosciuti come paurosi. L'esempio classico utilizzato dalla psicologia è quello della vista di un orso mentre attraversiamo un bosco. Siamo certi che il turista che si troverà difronte all'animale mentre è intento nel fotografare le bellezze del paesaggio rimarrà terrorizzato dalla vista del nostro orso e metterà in atto un comportamento di "freezing" oppure se la darà a gambe per allontanarsi dal pericolo. Diversa sarà la reazione del cacciatore che è nei boschi per una battuta di caccia. Quando quest'ultimo si troverà faccia a faccia con l'animale è molto probabile che proverà eccitazione e non paura.
Questo esempio ci fa capire perchè non è detto che tutte le persone debbano reagire alla stessa maniera davanti ad un medesimo evento...la parola magica è sempre "contestualizzare" prima di arrivare ad una conclusione...

La mimica della Paura
- le sopracciglia sono sollevate e ravvicinate
- le rughe della fronte sono al centro (nella sorpresa attraversano tutta la fronte)
- la palpebra superiore è sollevata, scoprendo la sclerotica, quella inferiore è contratta e sollevata
- la bocca è aperta e le labbra sono leggermente tese o stirate all'indietro.

Anche la paura come la sorpresa passa in maniera graduale da un espressione di lieve apprensione ad una di terrore estremo. Ad indicarlo sono le zone del viso in cui si manifesta. Infatti la paura si può presentare in solo 2 zone del viso e non nella terza, dando vita ad una mimica incompleta che è comunque espressione dello stato d'animo interno.

Paura e sorpresa sono spesso confuse tra loro per via dei movimenti che coinvolgono sopracciglia e palpebre, che ad un occhio inesperto possono sembrare molto simili. Le sopracciglia della sorpresa sono inarcate e distanti tra di loro. Quelle della paura sono sempre sollevate, ma tendono ad avvicinarsi (spostandosi verso il centro) e a rimanere più dritte. Per quel che riguarda le palpebre bisogna prestare attenzione invece alla tensione della palpebra inferiore (sempre nella paura). In generale, nell'espressione di paura c'è più tensione nel viso, anche per quello che riguarda le labbra....

Per tutti coloro che volessero approfondire il tema delle microespressioni consiglio il libro di Paul Ekman "Giù la Maschera", dove oltre a trovare tutte le mimiche delle diverse emozioni avrete la possibilità di esercitarvi nel riconoscimento delle stesse seguendo i consigli dell'autore.

Spero che abbiate trovato questo post interessante....
Un saluto,
Antonio

lunedì 16 agosto 2010

Emozione o Emblema???



Ciao a tutti...

Prima di continuare con le mimiche delle altre emozioni universali mi è sembrato opportuno chiarire al meglio il concetto di "emblema" rapportato al tema delle emozioni umane.

Come abbiamo visto nei post precedenti ad ogni espressione (o microespressione) partecipano diversi muscoli del volto. Queste differenti muscoli possono agire tutti insieme per dar forma alla mimica completa di una determinata emozione, in gruppi di 2 o più muscoli o ancora, in maniera isolata. Abbiamo anche visto che per determinare l'autenticità di emozione bisogna seguire determinate regole base, come ad esempio il tempo di reazione e la sua collocazione all'interno di un discorso.

Altre volte ancora, noi utilizziamo alcune mimiche parziali di determinate espressioni con un intento ben preciso (in maniera conscia) che può avere valore sociale ma anche personale e che non devono essere interpretate come manifestazione di un emozione. In questo caso parliamo di "emblema".

Ad esempio. Innarcare le sopracciglia ed aprire le palpebre (mimica della sorpresa) viene utilizzato spesso per salutare una persona che incrociamo per strada e non indica una vera sorpresa...è un gesto che ha il suo significato ben preciso sia per chi lo mette in atto che per chi lo percepisce (almeno per la cultura occidentale).

Ancora...sempre le "sopracciglia della sorpresa" vengono utilizzate da molte persone quando parlano come segni di interpunzione per segnare il ritmo del discorso oppure per sottolineare determinate parole durante l'eloquio. Ricorda: la vera sorpresa è quella che appare per una un tempo brevissimo sul volto.

Quanto detto per le sopracciglia della sorpresa vale per tutte le altre mimiche incomplete che vengono utilizzate in maniera piuttosto manifesta dal nostro interlocutore e che non devono essere considerate come espressione dell' emozione che in quel momento il soggetto sta sperimentando.

Per tutti coloro che volessero approfondire il tema delle microespressioni consiglio il libro di Paul Ekman "Giù la Maschera", dove oltre a trovare tutte le mimiche delle diverse emozioni avrete la possibilità di esercitarvi nel riconoscimento delle stesse seguendo i consigli dell'autore.

Buona serata a tutti,
Antonio

domenica 15 agosto 2010

Microespressioni - La mimica della Sorpresa




Ciao a tutti. Oggi iniziamo il nostro viaggio all'interno delle microespressioni parlando della "sorpresa" , una delle sei emozioni universali.

Come noi tutti sappiamo, ciò che ci sorprende è ciò che colpisce la nostra attenzione in maniera inaspettata, facendoci sobbalzare dalla sedia sulla quale siamo seduti oppure facendoci esclamare "ooohhhhhhh" o ancora, un'affermazione fatta dal nostro interlocutore che disegna sul nostro viso un punto interrogativo come per dire, "veramenteeeeeeeeeeeee....".

Esistono quindi microespressioni che indicano diversi livelli della sorpresa, da quella più lieve a quella estrema e ben quattro tipi di espressioni differenti.

I 4 tipi di sorpresa:

Sorpresa interrogativa quando a partecipare all'espressione sono solo occhi e sopracciglia.
Sorpresa sbalordita quando a partecipare all'espressione sono solo occhi e bocca.
Sorpresa annoiata quando a partecipare all'espressione sono solo sopracciglia e bocca.
Sorpresa quando a partecipare sono tutti e tre le zone del viso. Mimica completa.

Mimica della sorpresa

- sopracciglia sollevate ed incurvate
- la pelle sotto il sopracciglio è stirata
- rughe orizzontali che attraversano tutta la fronte
- le palpebre aperte, quella superiore sollevata quella inferiore abbassata. Il bianco degli occhi è visibile sopra l'iride e spesso anche sotto.
- la mascella si abbassa, labbra e denti si dischiudono ma non c'è tensione o stiramento della bocca

La sorpresa viene spesso utilizzata nei vari contesti sociali per mascherare la paura, vista la somiglianza fra le 2 espressioni. Il modo migliore per riconoscere se un'espressione sia naturale o manipolata dall'individuo stesso è contestualizzarla all'interno della situazione o del discorso e fare attenzione ai tempi di reazione (quanto dura) e alla sua collocazione temporale (in che posizione del discorso appare). Ma di questo e della differenza tra espressioni sincere ed emblemi parleremo nei prossimi post.

Per tutti coloro che volessero approfondire il tema delle microespressioni consiglio il libro di Paul Ekman "Giù la Maschera", dove oltre a trovare tutte le mimiche delle diverse emozioni avrete la possibilità di esercitarvi nel riconoscimento delle stesse seguendo i consigli dell'autore.

Ciao a tutti,
Antonio


sabato 14 agosto 2010

Paul Ekman Vs Cal Lightman




Nel post precedente [scritto ahimè mesi e mesi fa :(] ho parlato di una serie televisiva di sicuro interesse per tutti coloro appassionati di comunicazione non verbale e non solo. Avevo fatto riferimento al fatto che il personaggio interpretato magistralmente da Tim Roth (attore che io adoro) fosse ispirato a Paul Ekman, il più grande ricercatore nel campo delle espressioni umane.
In questo post ho deciso di darvi maggiori informazioni su questo grande scienziato.

Paul Ekman è stato professore di Psicologia all'università della California (UCSF) fino al 2004. Il suo più grande contributo alla psicologia moderna è costituito dalle sue ricerche sulle emozioni umane e l'universalità delle espressioni ad esse associate, considerate infatti di origine biologiche e con funzione altamente adattive per la vita dell'uomo. Questa teoria si basa sulle intuizioni, a loro tempo denigrate ed accantonate, di Charles Darwin. Nel suo libro "the expression of emotion in man and animals" il grande biologo metteva a confronto infatti le espressioni del mondo animale con quelli degli essere umani, creando un continuum nella filogenesi delle stesse.

Secondo Ekman le emozioni universali sono 6: rabbia, felicità, disgusto, sorpresa, paura e tristezza. Quando si parla di universalità si parla di espressioni geneticamente determinate e non influenzate dalla cultura di appartenenza e dai tratti di personalità.

A confermare le sue teorie sono arrivati tanti studi empirici fra i quali quelli svolti negli anni 70 su una popolazione della Nuova Guinea che non aveva mai avuto contatti con la cultura occidentale.

Un altra scoperta fondamentale di Ekman è quella che riguarda l'esistenza delle microespressioni, che flashano sul viso per circa 1/5 di secondo rivelando il vero stato d'animo della persona e che sono impossibile da mascherare in quanto inconsce. La problematica principale legata allo studio delle espressioni umane è che noi tutti siamo abituati a mascherare determinate emozioni perchè, sin da piccoli, ci hanno insegnato vere e proprie regole sociali di regolazione delle espressioni. Questo porta quindi a simulare alcune espressioni (ad esempio ci mostriamo felici quando la nostra zia ci regala il maglione più brutto che abbiamo mai visto per non ferire i suoi sentimenti) e a mascherarne altre (magari siamo ancora arrabbiati con un nostro amico che ci ha chiesto scusa per ciò che ha fatto ma mostriamo un sorriso "sociale" per fargli comunque intendere che lo vogliamo perdonare).

Un altro passo importante nella ricerca delle espressioni umane è sicuramente la realizzazione del FACS (facial action codyng system) messo a punto da Ekman e che permette la codifica di qualsiasi espressione e/o microespressione a partire dal movimento dei muscoli facciali che agiscono in sincrono per crearla.

Grazie a questo metodo è stato dimostrato che noi uomini non riusciamo ad utilizzare consciamente tutti i muscoli che intervengono nella creazione di determinate espressioni e questo ci permette di capire chi sta simulando. Ad esempio per distinguere un sorriso "sincero" (sorriso Duchenne) da uno "sociale" è quello di notare se si creano le cosiddette "zampe di gallina" all'esterno degli occhi. Questo perchè questo fenomeno è legato all'utilizzo di un muscolo, l' "orbicularis oculi", impossibile da controllare volontariamente. L'altro muscolo che interviene nel sorriso è invece lo "zigomatico".

Chiudo qui questa breve biografia di Paul Ekman con la promessa di inserire in altri post maggiori informazioni e più dettagliate sul lavoro di questo grande ricercatore.

Ciao a tutti
Antonio